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La palamita, il “tonno dei poveri”

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La palamita è un pesce azzurro dalle carni molto gustose che permettono un largo impiego in cucina. Continua a leggere…

La palamita rientra nella categoria del pesce azzurro e viene a torto classificata anche come pesce “povero” per il suo basso costo. Si tratta però di un pesce dalle grandi caratteristiche nutritive e organolettiche.
Trattandosi di pesce azzurro è ricca di omega 3, di proteine ad alto valore biologico, vitamine e sali minerali come iodio, ferro, potassio e fosforo.

Il suo nome scientifico è “sarda sarda”, e appartiene alla famiglia Scombridae, come ad esempio il tonno e lo sgombro.
E’ un pesce comune nel mar Mediterraneo, nel mar Nero, e nell’Oceano Atlantico. Per quanto riguarda le zone costiere italiane è diffuso nelle vicinanze di Sicilia, Puglia, Campania e Liguria.
Si pesca principalmente a partire dal mese di aprile, fino all’inizio dell’estate, ma si avvicina alle coste anche in un breve periodo autunnale.
In Sicilia viene spesso chiamato tonnetto, palamitu o “pisantuni”.

Perchè la palamita è definita il tonno dei poveri?

La palamita è simile ad un piccolo tonno esteriormente. Ha il corpo allungato, che può arrivare anche agli 80 cm di lunghezza, anche se normalmente è più piccolo. La bocca è grande e si allunga superando l’occhio, che invece è piccolo.
I suoi colori sono azzurro argenteo scuro sul dorso, più chiaro nei lati, e quasi bianco sul ventre. A renderlo facilmente riconoscibile sono delle striature, righe dorsali quasi orizzontali grigio scuro o nere. Possono essere 7, 10 o di più, se il pesce è di grossa taglia. Le pinne dorsali sono molto corte.
Oltre all’aspetto esteriore anche quello delle carni interne è simile al tonno.
La palamita ha poche spine, è molto gustosa e può essere conservata sott’olio, esattamente come il tonno rosso, con il vantaggio di un costo più basso.

In cucina

La palamita è un pesce versatile. Si può cucinare intera, grigliata, bollita. al cartoccio. Oppure si può pulire e cucinare a tranci, marinati, impanati al forno o fritti.
A seconda della regione si abbina ad ingredienti come vari come pomodorini, aglio, peperoncino, arance, pinoli, uvetta, ecc…
Per i veri amanti del crudo, e facendo attenzione alla freschezza del prodotto, si può realizzare anche la tartare di palamita.
Anche in Giappone se ne fa largo impiego, costituendo l’alimento base del “dashi”, il brodo giapponese.

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